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di DAVIDE DESARIO
Venticinque euro a multa. Ecco i soldi che entrano nelle casse della
Sita ogni qualvolta i suoi ausiliari, nominati dal Comune di Roma,
sorprendono un automobilista a non rispettare il codice della strada.
E’ scritto, nero su bianco, sul blindatissimo contratto per
“prestazioni accessorie” siglato dall’Atac e dalla Sita, la società
che ha in appalto una sessantina di linee bus periferiche ma soprattutto
ha in subappalto (dalla Trambus) una ventina di tratte notturne del
centro di Roma. Ed è proprio su queste ultime (tra le altre via del
Tritone, via Veneto, via Nazionale, via del Corso ma anche Largo
Argentina) che la Sita sta concentrando i suoi nuovi “007”: 38
dipendenti che dopo aver sostenuto un corso (una ventina di ore) e un
esame alla Sta sono entrati in servizio in piena estate, a pochi giorni
da ferragosto.
Sono 31 uomini e 7 donne. Il più giovane si chiama Pasquale, è nato a
Foggia, e ha appena vent'anni. La più anziana si chiama Annalisa,
romana, di 44 anni. Agiscono in squadre da due. Entrano in azione
intorno a mezzanotte e “staccano” alle 6.
Sei ore di fuoco durante le quali, per essere certi di fare il maggior
numero di multe possibili, i nuovi ausiliari adottano tecniche di
mimetizzazione da far invidia ai marines americani. In questi ultimi
giorni, anzi notti, sono stati avvistati dietro cartelloni pubblicitari,
dietro cespugli, sulla soglia delle vetrine dei negozi, dentro i portoni
dei palazzi e addirittura seduti comodamente nelle loro macchine. Sono
vestiti in borghese tranne una fascia gialla che portano al braccio. Uno
solitamente è “armato” di blocchetto e penna, l’altro gli legge
“al volo” i numeri di targa e i modelli delle auto che passano per
non perderne nemmeno uno.
D’altronde il contratto parla chiaro: la Sita riceverà 25 euro (più
iva) per ogni sanzione amministrativa la cui notifica sia andata a buon
fine; e se il ricavo è maggiore di 1.500.000 euro per il 2004, e oltre
2.5000.000 euro negli anni successivi, la Sita dovrà “rimborsare”
all’Atac il 30 per cento del surplus.
Insomma altro che prevenzione. I nuovi ausiliari-camaleonti fanno solo
repressione. Pensano esclusivamente a fare cassa (per la loro società
non per se stessi sia chiaro) scendendo sullo stesso piano di quegli
automobilisti che fanno i furbi e non rispettano il codice della strada.
Così facendo, però, le corsie preferenziali continuano ad essere
violate e i disabili continuano a trovare occupati i loro posti auto.
Aumenta, invece, la mole di lavoro dell’ufficio contravvenzioni del
Comune di Roma che sempre più spesso ha evidenziato i suoi limiti
strutturali e di organico.
Forse tra qualche mese le cose cambieranno. Probabilmente quando una
valanga di contravvenzioni (68 euro e spiccioli) arriverà ai romani
(calcolatrice alla mano il Comune prevede che gli ausiliari siano in
grado di fare 108.000 multe l’anno, 9.000 al mese, 300 al giorno) le
corsie preferenziali, i parcheggi per i disabili e le strisce pedonali
cominceranno ad essere più rispettate.
«E’ il farwest - denuncia il segretario romano del sindacato dei
vigili urbani Sulpm Gabriele Di Bella -
Questo comportamento è assolutamente contrario al codice della strada.
Così si vanifica il buon rapporto che i vigili urbani da anni stanno
cercando di ricostruire con gli automobilisti romani. Che intervenga il
sindaco». Per l’assessore alla Mobilità del Comune di Roma nessuno
avrebbe dato ordine agli ausiliari di nascondersi «Forse si tratta di
una scelta di qualcuno più timido o meno consapevole del proprio ruolo
- ha commentato candidamente Mario Di Carlo alla trasmissione Baobab su
Radiorai- Il problema vero è, semmai, che tanta gente non rispetta le
corsie preferenziali».
La Sita sta correndo ai ripari. «Abbiamo sensibilizzato tutti i nostri
ausiliari ad essere ben visibili - spiega il presidente, Mario Cialone -
Certe volte si mettono dentro i portoni solo per proteggersi dalla
pioggia. Entro ottobre, comunque, gli ausiliari saranno dotati di una
loro divisa ben riconoscibile». E ancora: «Non fermano i trasgressori
per fargli la multa solo perché le auto sfrecciano troppo veloce».
Sulla “stecca” che la Sita prende dal Comune, Cialone spiega: «Questi
soldi non vanno agli ausiliari, loro percepiscono uno stipendio fisso.
Li prende la società come rimborso per coprire i costi dell’attività
di sorveglianza delle corsie preferenziali».
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